PDM = (3e)t – Scopri la formula vincente delle pavimentazioni drenanti Micheletto

La formula è presto svelata: le Pavimentazioni Drenanti Micheletto equivalgono a Efficienza, Ecosotenibilità ed Estetica nel Tempo. Tutti aspetti che abbiamo voluto approfondire in questo post.

È un fenomeno a cui assistiamo con sempre maggiore frequenza: le precipitazioni intense ed eccezionali causano enormi difficoltà a molte nostre città, con allagamenti di strade, parcheggi ed edifici che talvolta costituiscono un forte pericolo per la sicurezza delle persone. Le cause però non vanno ricercate solo nei cambiamenti climatici, ma anche nel continuo sviluppo urbanistico che ha portato nel tempo a una drastica riduzione delle superfici drenanti naturali.

Come sottolineano anche le “Linee Guida per la determinazione della capacità drenante delle pavimentazioni modulari in calcestruzzo” redatte da Assobeton, le superfici impermeabili come le pavimentazioni in asfalto, aumentano la portata delle acque che affluiscono negli impianti fognari, causando non solo un aumento dei coefficienti di afflusso, ma anche l’aumento di sedimenti e sostanze potenzialmente inquinanti con effetti devastanti sulla salubrità delle acque e degli habitat acquatici (p. 8).

Sempre meno acqua, inoltre, torna al sottosuolo a rimpinguare le falde e sempre più scorre in superficie per disperdersi poi nei fiumi e nel mare. Subito dopo una precipitazione, infatti, mentre in natura circa il 95% delle piogge torna al sottosuolo, e solo il 5% defluisce nei corsi d’acqua superficiali, nelle città la situazione si inverte.
Un’ulteriore conseguenza del consumo e dell’impermeabilizzazione del suolo, infine, è l’effetto “isola di calore”, con un locale aumento delle temperature.

Incentivazione delle pavimentazioni drenanti

Per queste ragioni, a livello internazionale di adottano da tempo politiche che promuovono l’adozione di pavimentazioni drenanti. Bologna è stata tra le prime città italiane a dotarsi nel 2015 di un Piano di Adattamento al cambiamento climatico. Nascono quindi i sistemi SuDSSustainable Drainage Systems.

Si tratta di una serie di tecniche alternative ai sistemi di drenaggio tradizionali, grazie alle quali:

  • il ciclo naturale delle acque può essere mantenuto quasi inalterato oppure ristabilito;
  • la qualità di vita delle zone urbanizzate può essere notevolmente migliorata.

Le pavimentazioni drenanti in calcestruzzo, per la loro capacità di lasciarsi attraversare dall’acqua, sono essenziali al fine di una gestione sostenibile delle acque meteoriche. I pavimenti drenanti, infatti, riportano nel sottosuolo circa il 70% delle acque piovane.

Per le Linee Guida di Assobeton queste soluzioni assicurano vari benefici:

  • miglioramento della qualità delle acque defluite grazie alla loro caratteristica filtrante;
  • riduzione dei fenomeni di allagamento dovuti al sovraccarico della rete fognaria;
  • riduzione dei coefficienti di afflusso durante gli eventi meteorici;
  • prevenzione di fenomeni quali l’aquaplaning o veli d’acqua superficiali.

Per ottenere tali benefici è fondamentale non solo la scelta dello strato superficiale della pavimentazione, ma anche e soprattutto una corretta progettazione e realizzazione degli strati al di sotto della pavimentazione, in modo da evitare il classico effetto di intasamento che va a diminuire le prestazioni dell’intero pacchetto di pavimentazione.

Ovviamente il tutto deve essere realizzato in un contesto di invarianza idraulica, ossia mantenendo le caratteristiche di drenaggio e di percolamento dell’acqua nell’area oggetto di progettazione (fondamentalmente uguali pre e post progettazione).

Solo best practices o anche normative?

In mancanza di norme specifiche, in Italia l’orientamento è quello di favorire l’impiego di soluzioni drenanti e permeabili. La novità normativa più rilevante è la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.259 del 6 novembre 2017 dei Criteri Ambientali Minimi (CAM). In pratica, il Ministero dell’Ambiente introduce dei requisiti ambientali minimi da considerare, sia in fase progettuale sia costruttiva di edifici e di interventi di ristrutturazione.

In particolare nel punto 2.2.3 del decreto, intitolato “Riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli” si specifica che “il progetto di nuovi edifici o gli interventi di ristrutturazione urbanistica, ferme restando le norme e i regolamenti più restrittivi (es. piani di assetto di parchi e riserve, piani paesistici, piani territoriali provinciali, regolamenti urbanistici ed edilizi comunali, etc.), deve avere le seguenti caratteristiche: […] deve prevedere una superficie territoriale permeabile non inferiore al 60% della superficie di progetto (es. superfici verdi, pavimentazioni con maglie aperte o elementi grigliati etc.); […] deve prevedere l’impiego di materiali drenanti per le superfici urbanizzate pedonali e ciclabili; l’obbligo si estende anche alle superfici carrabili in ambito di protezione ambientale”.
Le nostre soluzioni nel campo delle pavimentazioni drenanti

Proponiamo una linea di pavimentazioni drenanti che oltre ad un’elevata funzionalità, assicurano una profonda attenzione all’aspetto estetico. Tra le molte soluzioni disponibili desideriamo ricordare EcoFilter®, soluzione brevettata ad alte prestazioni drenanti e Via Nova Filter®: anche quest’ultima è una soluzione brevettata in quanto permette di realizzare gli stalli dei parcheggi (di dimensioni solitamente di 2,5×5 m) senza la necessità di effettuare tagli e avere quindi grosse percentuali di sfrido.

Particolari apprezzamenti sta riscuotendo il design ricercato del Grigliato Armonia®, pavimentazione drenante in calcestruzzo che sa unire performance ed estetica. Si tratta di un prodotto brevettato, perfetto per giardini e parcheggi, sia nelle aree residenziale che industriali od urbane.

I fori possono essere riempiti di humus in modo da ottenere una pavimentazione erbosa, oppure con pietrisco di granulometria adatta, priva di parti fini per ottenere una pavimentazione drenante.

Tra i vari progetti in cui hanno trovato applicazione questi prodotti, tutti e tre sono stati utilizzati per la realizzazione delle pavimentazioni esterne dei Supermercati Alì.

Capacità drenanti

Nella nostra linea ovviamente vi sono diversi modelli con diverse prestazioni, in funzione anche dell’area in cui si andrà a progettare. La capacità drenante non potrà mai essere uguale a un terreno completamente nudo, anche se i grigliati vi si avvicinano molto, in quanto la parte di vuoti è molto elevata rispetto al pieno, ossia alle parti in calcestruzzo: parliamo di percentuali che vanno dal 30% al 45% di parti vuote rispetto alla superficie totale dell’elemento (40% nel caso del Grigliato Armonia).

La capacità di drenaggio va dai 200 lt/min*mq ai 600 lt/min*mq e per quanto riguarda le pavimentazioni di tipo grigliato questa capacità dipende non tanto dall’elemento in calcestruzzo, ma dal materiale di riempimento (sabbia, erba, ghiaia, ecc.).

7 importanti vantaggi

All’ottima capacità drenante si accompagnano i seguenti vantaggi:

  1. manutenzione minima. Le pavimentazioni drenanti mantengono nel tempo le proprie caratteristiche fisico-meccaniche ed estetiche, se posate a regola d’arte, ossia con adeguati accorgimenti per quanto riguarda sia lo strato della pavimentazione, sia i sottofondi;
  2. mitigazione dell’effetto “isola di calore”. Grazie alla colorazione chiara del materiale e all’elevata porosità della miscela, queste soluzioni costituiscono una minore fonte di assorbimento termico, assicurando il mantenimento di temperature contenute;
  3. effetto anti-ghiaccio. La matrice aperta del prodotto permette l’aumento di volume della particelle d’acqua, naturalmente presenti all’interno di qualsiasi manufatto in calcestruzzo, evitando il degrado del calcestruzzo stesso;
  4. mitigazione idrogeologica. Il materiale non rilascia sostanze inquinanti nell’acqua e la struttura a filtro della pavimentazione limita la necessità di interventi di trattamento delle acque meteoriche, riducendo gli effetti nocivi di eventuali contaminanti;
  5. resistenza al traffico veicolare. Dopo appena 7 giorni dalla posa le pavimentazioni drenanti raggiungono valori di resistenza sufficienti a permettere l’apertura al traffico veicolare leggero;
  6. la resistenza al fuoco e agli idrocarburi permette l’impiego di queste soluzioni in zone a rischio incendi;
  7. posa ecologica a secco. La posa avviene a secco con conseguente risparmio energetico e senza l’emissione di fumi nell’aria o rischi per la sicurezza degli operatori.
Corretta posa in opera delle pavimentazioni drenanti

Abbiamo già accennato come una corretta progettazione e realizzazione siano la precondizione necessaria per garantire determinate prestazioni e vantaggi.

Desideriamo ricordare che le pavimentazioni drenanti vanno viste in pratica come un “serbatoio” in grado di raccogliere le piogge, soprattutto quelle di grande intensità, in modo tale da evitare che si creino pozzanghere, nel migliore dei casi, e allagamenti nel caso peggiore. Soprattutto non si deve stressare fino a un livello critico le vie di scolo artificiali.

Per approfondire le buone pratiche di posa delle pavimentazioni drenanti è possibile scaricare il nostro manuale tecnico in formato pdf.

Se desideri illustrarci il tuo progetto di persona, puoi venire a trovarci al MADE Expo di Milano dal 22 al 25 novembre, padiglione 2P, stand G12H11: clicca sul pulsante qui sotto per dirci quando intendi passare.