Depavimentazione urbana: ripensare le superfici per città più permeabili.
La depavimentazione urbana è una delle strategie emergenti nella rigenerazione delle città. Ma depavimentare non significa necessariamente eliminare ogni superficie pavimentata.
Significa ridurre le coperture impermeabili non indispensabili, recuperare spazio per il suolo e la vegetazione e riprogettare le aree che devono continuare a essere accessibili, carrabili e fruibili.
La distinzione centrale è quindi quella tra superficie pavimentata e superficie impermeabile: due concetti che non sempre coincidono.
In sintesi: La depavimentazione urbana punta a ridurre l’impermeabilizzazione non necessaria. Verde, suolo e superfici permeabili possono convivere in un progetto capace di gestire l’acqua e mantenere fruibili gli spazi. considerare anche formato, schema di posa e struttura del sottofondo.
Perché si parla sempre più di depavimentazione urbana?
Strade, parcheggi, piazzali e cortili occupano una parte significativa dello spazio urbano. Quando queste superfici sono impermeabili, l’acqua piovana non riesce a raggiungere il terreno e viene convogliata rapidamente verso caditoie e sistemi di drenaggio.
Durante gli eventi meteorici intensi, l’aumento del deflusso superficiale può mettere sotto pressione sistemi fognari non sempre dimensionati per precipitazioni molto concentrate.
L’impermeabilizzazione limita inoltre alcune funzioni naturali del suolo, tra cui:
- assorbire e trattenere parte delle precipitazioni;
- sostenere la vegetazione;
- contribuire alla regolazione del microclima;
- favorire la biodiversità urbana;
- alimentare il ciclo naturale dell’acqua.
La crescente attenzione verso questi aspetti è confermata anche dal Regolamento europeo sul ripristino della natura, che prevede di arrestare la perdita di spazi verdi urbani e aumentarne progressivamente l’estensione dopo il 2030.
La rigenerazione urbana riguarda quindi anche il rapporto tra suolo, acqua, vegetazione e superfici necessarie al funzionamento della città.
Depavimentare non significa eliminare le pavimentazioni.
Nel dibattito sulla depavimentazione si rischia di sovrapporre concetti differenti: pavimentazione, artificializzazione e impermeabilizzazione.
Una superficie pavimentata non è necessariamente del tutto impermeabile. Allo stesso modo, la rimozione della pavimentazione esistente non garantisce automaticamente il recupero delle capacità naturali del terreno.
La depavimentazione dovrebbe essere intesa come un processo selettivo. Può prevedere la completa restituzione al verde di alcune aree, ma anche la trasformazione di superfici impermeabili in spazi pavimentati capaci di favorire il passaggio o la gestione controllata dell’acqua.
Percorsi pedonali, piazze, parcheggi, piste ciclabili e spazi carrabili restano indispensabili. La questione è stabilire quali prestazioni debbano offrire e quanta superficie sia realmente necessario impermeabilizzare.
Dove può essere applicata?
Gli interventi possono interessare:
- parcheggi sovradimensionati;
- piazzali poco utilizzati;
- cortili scolastici;
- aree produttive dismesse;
- spartitraffico e superfici residuali;
- marciapiedi o carreggiate più ampi del necessario;
- piazze e percorsi oggetto di riqualificazione.
In alcuni punti può essere possibile eliminare completamente la copertura e introdurre terreno e vegetazione. In altri, invece, lo spazio deve mantenere precise funzioni urbane.
Un parcheggio deve continuare a sopportare il transito e la sosta dei veicoli. Una piazza deve accogliere persone, eventi e servizi. Un percorso deve garantire continuità, sicurezza e accessibilità.
Ogni intervento richiede quindi una combinazione specifica di superfici, definita in base alle condizioni e agli utilizzi dello spazio.
Perché togliere una superficie impermeabile può non bastare ?
Sotto l’asfalto o una pavimentazione esistente, il terreno può essere fortemente compattato, povero di sostanza organica o costituito da strati di riporto.
In alcuni casi possono essere presenti sottoservizi, residui di lavorazioni precedenti o fenomeni di contaminazione. Una volta rimossa la copertura superficiale, il suolo potrebbe quindi non essere immediatamente in grado di assorbire l’acqua o sostenere nuova vegetazione.
Prima di intervenire è necessario valutare:
- capacità infiltrante e caratteristiche del terreno;
- stratigrafia esistente;
- eventuale presenza di contaminanti;
- profondità della falda;
- pendenze e direzioni del deflusso;
- reti e sottoservizi;
- carichi e modalità d’uso dello spazio.
Se l’acqua viene indirizzata verso un terreno scarsamente permeabile, il risultato può essere la formazione di ristagni anziché un miglioramento della gestione idrica.
Possono quindi rendersi necessari la decompattazione del terreno, la revisione degli strati sottostanti o l’inserimento di sistemi di accumulo e rilascio controllato.
Il ruolo delle pavimentazioni drenanti e filtranti .
Quando uno spazio deve restare praticabile, una pavimentazione permeabile può contribuire alla riduzione delle superfici impermeabili senza comprometterne la fruibilità.
Queste soluzioni possono essere impiegate in parcheggi, percorsi, cortili, aree pedonali e altri spazi compatibili con le relative prestazioni tecniche.
È però importante considerare la pavimentazione come parte di un sistema. La capacità di gestire l’acqua non dipende soltanto dalla superficie visibile, ma anche da:
- configurazione dei giunti;
- letto di posa;
- strati di fondazione;
- capacità infiltrante del terreno;
- eventuali sistemi di accumulo o drenaggio;
- manutenzione nel tempo.
Una superficie progettata per favorire il passaggio dell’acqua perde efficacia se viene posata su strati sottostanti impermeabili o non correttamente dimensionati.
La scelta tra sistemi drenanti e filtranti deve quindi partire dalle condizioni del luogo, dalle precipitazioni di progetto, dai carichi previsti e dalla destinazione d’uso.
Verde e pavimentazioni possono convivere ?
La rigenerazione urbana non richiede necessariamente una scelta tra superfici verdi e pavimentate. I due elementi possono svolgere funzioni complementari.
Le aree vegetate contribuiscono alla gestione dell’acqua, all’ombreggiamento e alla biodiversità. Le pavimentazioni garantiscono invece accessibilità, continuità dei percorsi e utilizzo degli spazi in condizioni differenti.
Un progetto può integrare:
- aree verdi nei punti meno attraversati;
- alberature collocate in volumi di terreno adeguati;
- rain garden e aiuole drenanti;
- percorsi accessibili e continui;
- pavimentazioni permeabili nelle aree compatibili;
- superfici impermeabili dove tecnicamente necessarie.
Non si tratta semplicemente di diminuire la quantità di pavimentazione, ma di distribuire meglio le superfici e attribuire a ciascuna una funzione precisa.
Accessibilità e manutenzione fanno parte del progetto.
Una soluzione ambientale deve continuare a garantire sicurezza e fruibilità. Superfici instabili, percorsi sconnessi o raccordi non corretti possono creare difficoltà per persone con mobilità ridotta, passeggini e biciclette.
Anche la manutenzione deve essere considerata fin dalle prime fasi. Sedimenti, foglie e detriti possono ridurre progressivamente la capacità di infiltrazione delle pavimentazioni e degli altri sistemi drenanti.
Il progetto dovrebbe quindi definire modalità di pulizia, gestione della vegetazione, controllo della capacità infiltrante e responsabilità di manutenzione. La prestazione dipende anche dalla capacità di preservare nel tempo il corretto funzionamento del sistema.
Dalla depavimentazione alla rigenerazione urbana .
La depavimentazione urbana è efficace quando diventa parte di una strategia complessiva e non una semplice operazione di rimozione.
Prima di intervenire è utile chiedersi:
- Quali superfici impermeabili sono realmente necessarie?
- Dove è possibile restituire spazio al terreno e alla vegetazione?
- Quali aree devono rimanere accessibili, pedonali o carrabili?
- Dove possono essere utilizzate pavimentazioni permeabili?
- Come sarà gestita e dove verrà indirizzata l’acqua?
- Quale manutenzione sarà necessaria?
La città del futuro non sarà necessariamente meno pavimentata. Potrà essere, però, meno impermeabile e progettata con maggiore consapevolezza.
È nell’equilibrio tra suolo, verde, acqua e superfici fruibili che la depavimentazione può diventare un vero strumento di rigenerazione urbana.
Negli spazi che devono rimanere accessibili o carrabili, le pavimentazioni drenanti e filtranti permettono di conciliare fruibilità e gestione delle acque meteoriche.
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FAQ sulla depavimentazione urbana
Che cos’è la depavimentazione urbana?
È un processo di riduzione delle superfici impermeabili presenti nelle città. Può prevedere il recupero del suolo e della vegetazione oppure la sostituzione delle coperture esistenti con soluzioni permeabili compatibili con l’utilizzo dello spazio.
Depavimentare significa eliminare tutte le pavimentazioni?
No. Percorsi, piazze, parcheggi e aree carrabili continuano ad avere bisogno di superfici sicure e fruibili. L’obiettivo è limitare l’impermeabilizzazione non necessaria e scegliere soluzioni adeguate alle diverse funzioni urbane.
Le pavimentazioni drenanti sono sufficienti per ridurre l’impermeabilizzazione?
Possono contribuire alla riduzione delle superfici impermeabili mantenendo lo spazio fruibile, ma la prestazione dipende dall’intero sistema: giunti, letto di posa, fondazione, caratteristiche del terreno ed eventuali dispositivi di accumulo o drenaggio.