Pavimentazioni esterne: criteri di scelta e normative.
Carrabile, pedonale, ciclabile o destinata a una piazza: ogni superficie esterna risponde a esigenze differenti.
La scelta delle pavimentazioni esterne non può quindi basarsi soltanto su formati, colori e finiture. Prima di definire l’aspetto della superficie è necessario considerare la destinazione d’uso, i carichi previsti, la sicurezza degli utenti, la gestione delle acque meteoriche e i riferimenti normativi applicabili.
Un vialetto privato, una pista ciclabile e una piazza pubblica possono condividere lo stesso linguaggio progettuale, ma richiedono prestazioni tecniche diverse. Il punto di partenza deve essere sempre il modo in cui lo spazio verrà utilizzato.
La pavimentazione deve essere progettata come un sistema.
Il comportamento di una pavimentazione non dipende esclusivamente dagli elementi visibili in superficie. È il risultato dell’interazione tra sottofondo, fondazione, strato di allettamento, giunti, confinamento laterale e qualità della posa.
Anche formato, spessore e schema di posa devono essere scelti in relazione alle sollecitazioni previste.
Per progettare correttamente le pavimentazioni esterne occorre quindi valutare:
- tipologia e frequenza del traffico;
- carichi ordinari ed eccezionali;
- caratteristiche del terreno;
- pendenze e gestione dell’acqua;
- condizioni climatiche;
- accessibilità e sicurezza;
- manutenzione prevista.
Non esiste una soluzione adatta indistintamente a ogni contesto. Esiste un sistema correttamente dimensionato per la funzione che dovrà svolgere.
Pavimentazioni esterne carrabili.
Accessi residenziali, parcheggi, corsie di servizio e piazzali sono tutti spazi carrabili, ma non sono sottoposti alle stesse sollecitazioni.
Un vialetto percorso da poche automobili richiede prestazioni diverse rispetto a un parcheggio ad alta rotazione o a un’area interessata dal passaggio di mezzi pesanti. Oltre al peso dei veicoli, devono essere considerate la frequenza dei transiti e le azioni generate da frenate, sterzate e manovre.
Nelle aree carrabili risultano determinanti:
- portanza del sottofondo;
- corretta stratigrafia;
- spessore e geometria dei masselli;
- schema di posa;
- sigillatura dei giunti;
- confinamento laterale;
- gestione delle acque.
La carrabilità non dipende, quindi, soltanto dallo spessore del massello. È l’intero pacchetto costruttivo a dover essere dimensionato in funzione dei carichi effettivi.
Pavimentazioni esterne pedonali.
Nei percorsi pedonali le sollecitazioni meccaniche sono generalmente inferiori, ma diventano centrali sicurezza, regolarità e accessibilità.
La superficie deve consentire un passaggio agevole a pedoni, passeggini, sedie a ruote e persone con ridotta capacità motoria. Finiture, giunti, dislivelli e pendenze devono quindi essere valutati non solo dal punto di vista estetico, ma anche in relazione alla piena fruibilità dello spazio.
Il D.M. 236/1989 stabilisce che la pavimentazione dei percorsi pedonali debba essere antisdrucciolevole e richiama la necessità di segnalare le intersezioni con le zone carrabili. Per gli spazi pubblici si applicano inoltre le disposizioni del D.P.R. 503/1996 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche. D.M. 236/1989, D.P.R. 503/1996
Le principali caratteristiche da ricercare sono:
- resistenza allo scivolamento;
- regolarità del piano di calpestio;
- continuità dei percorsi;
- giunti compatibili con i diversi utenti;
- assenza di dislivelli pericolosi;
- corretta progettazione delle pendenze.
Pavimentazioni per percorsi ciclabili.
In una pista ciclabile, la qualità della superficie incide direttamente sulla sicurezza e sul comfort di percorrenza.
Le pavimentazioni esterne destinate alla mobilità ciclabile devono garantire planarità, aderenza e continuità. Giunti troppo marcati, irregolarità o cambi di quota improvvisi possono aumentare le vibrazioni e rendere meno fluido il passaggio.
Il riferimento nazionale per le caratteristiche tecniche delle piste ciclabili è il D.M. 557/1999. La norma prevede che i percorsi siano identificati attraverso simboli e segnaletica orizzontale, anche quando il colore della pavimentazione è differente rispetto alle superfici circostanti. D.M. 557/1999.
Nella scelta dei masselli autobloccanti è importante considerare:
- regolarità della superficie e dei giunti;
- aderenza in condizioni asciutte e bagnate;
- resistenza all’usura;
- stabilità in frenata;
- facilità di manutenzione;
- continuità negli attraversamenti e nei raccordi
Il colore può aiutare a rendere riconoscibile il tracciato, ma non sostituisce la segnaletica prevista.
Pavimentazioni esterne per piazze e spazi pubblici.
Le piazze sono superfici complesse, perché possono accogliere contemporaneamente pedoni, ciclisti, mezzi di manutenzione, veicoli di soccorso, mercati ed eventi temporanei.
Una piazza prevalentemente pedonale potrebbe quindi dover sopportare, anche solo occasionalmente, carichi superiori a quelli del normale calpestio. Il dimensionamento deve tenere conto di tutti gli utilizzi previsti, non soltanto di quello prevalente.
In questi contesti occorre valutare:
- accessibilità dei percorsi;
- sicurezza e resistenza allo scivolamento;
- carichi ordinari ed eccezionali;
- gestione delle acque meteoriche;
- resistenza agli agenti atmosferici;
- facilità di manutenzione;
- accessibilità ai sottoservizi.
La modularità dei masselli autobloccanti permette inoltre di distinguere visivamente aree pedonali, percorsi ciclabili, attraversamenti e zone carrabili attraverso formati, colori e schemi di posa.
La pavimentazione diventa così parte del disegno dello spazio pubblico, contribuendo a orientare i flussi e a rendere leggibili le diverse funzioni.
I criteri di scelta a confronto.
Questa distinzione offre un primo orientamento. Ogni intervento deve poi essere verificato in relazione alle condizioni reali di utilizzo e alle caratteristiche del sito.
Normative e prestazioni da verificare.
I masselli autobloccanti in calcestruzzo destinati alle pavimentazioni sono disciplinati dalla norma tecnica di prodotto UNI EN 1338, mentre per le lastre vige la norma UNI EN 1339.
In fase di scelta e di redazione del capitolato è importante consultare la documentazione tecnica e verificare, in funzione della destinazione d’uso:
- resistenza meccanica e all’abrasione;
- comportamento allo scivolamento;
- resistenza agli agenti climatici;
- tolleranze dimensionali;
- marcatura CE;
- Dichiarazione di Prestazione;
- eventuali certificazioni ambientali.
La marcatura CE consente di conoscere e confrontare le prestazioni dichiarate, ma non indica automaticamente che un prodotto sia adatto a qualsiasi impiego. Le caratteristiche devono sempre essere valutate rispetto alle esigenze specifiche dell’opera.
Negli appalti pubblici occorre inoltre verificare i Criteri Ambientali Minimi applicabili. Per gli interventi edilizi il riferimento è rappresentato dai CAM Edilizia, mentre per la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture stradali si applicano i CAM Strade. Questi criteri possono riguardare contenuto riciclato, durabilità, prestazioni ambientali, gestione delle acque e riduzione dell’impermeabilizzazione del suolo.
Pavimentazioni esterne e gestione dell’acqua.
La gestione delle precipitazioni è un tema sempre più rilevante nella progettazione degli spazi esterni.
Le pavimentazioni drenanti e filtranti possono contribuire a ridurre il ruscellamento superficiale, limitare i ristagni e gestire l’acqua più vicino al punto in cui cade. La loro efficacia, tuttavia, dipende dall’intero sistema.
Devono essere valutati la permeabilità del terreno, la composizione degli strati sottostanti, la capacità di accumulo, l’intensità delle precipitazioni e le modalità di infiltrazione o smaltimento.
Anche una soluzione drenante deve quindi essere scelta in relazione alla destinazione d’uso e correttamente dimensionata dal punto di vista strutturale e idraulico.
Scegliere in base all’uso, progettare per il tempo .
La corretta scelta delle pavimentazioni esterne nasce dall’equilibrio tra destinazione d’uso, prestazioni tecniche, sicurezza e qualità estetica.
Nelle aree carrabili prevalgono portanza e stabilità. Nei percorsi pedonali sono centrali accessibilità e sicurezza. Le piste ciclabili richiedono continuità e regolarità, mentre le piazze devono adattarsi a funzioni e carichi differenti.
I masselli autobloccanti consentono di interpretare queste esigenze attraverso soluzioni modulari, durevoli e coerenti con il linguaggio del progetto. La loro scelta deve però essere sempre accompagnata da un corretto dimensionamento della stratigrafia e da una posa adeguata alla funzione dello spazio.
Stai progettando un’area carrabile, pedonale, ciclabile o uno spazio pubblico?
Contattaci per individuare la soluzione più adatta alle esigenze del progetto.
Domande frequenti!
Come scegliere una pavimentazione esterna?
È necessario valutare la destinazione d’uso, i carichi previsti, la frequenza del traffico, il sottofondo, l’accessibilità, la gestione delle acque e le condizioni climatiche.
Quale spessore deve avere un massello carrabile?
Non esiste uno spessore valido per ogni situazione. La scelta dipende dai veicoli, dalla frequenza dei transiti, dalla geometria dei masselli, dallo schema di posa e dalla stratigrafia. Lo spessore può variare dai soli 6 cm per aree a bassa carrabilità, fino ai 10-12 cm per le soluzioni più tecniche.
Una piazza pedonale deve essere dimensionata come carrabile?
Dipende dagli utilizzi previsti. Se devono transitare mezzi di soccorso, manutenzione o allestimento, il progetto deve considerare anche questi carichi occasionali.