MICHELETTO

La nostra visione green tra EPD e circolarità

Dal fotovoltaico alla certificazione EPD, passando per la circolarità dei materiali: l’ing. Marco Brustolin invita progettisti e professionisti a un confronto diretto per scoprire il grande impegno dell’azienda a perseguire una sostenibilità autentica e trasparente.

La sostenibilità è un tema di cui in azienda parliamo da parecchi anni e che ha guidato molte delle nostre scelte strategiche. Oltre alla continua ricerca su materiali e tecnologie, da svariati anni ci approvvigioniamo anche da un fornitore che fornisce energia 100% pulita e, con gli ultimi ampliamenti aziendali, abbiamo potenziato l’impianto fotovoltaico.

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Ing. Marco Brustolin, Responsabile tecnico

La certificazione EPD (Environmental Product Declaration) rappresenta un traguardo importante: cosa significa concretamente per Micheletto aver ottenuto questa dichiarazione ambientale?

La certificazione EPD, nella sua prima versione, l’avevamo già ottenuta nel 2022. Si trattava però di una prima edizione che andava opportunamente ampliata e aggiornata: in quella versione, per esempio, l’unico prodotto che aveva la percentuale di riciclato necessaria anche ai fini CAM era il RiMADE Eco con il materiale plastico.

C’era dunque la necessità di aggiornare i dati per renderli più attuali e contestualizzati ed è per questo motivo abbiamo aggiornato l’EPD preesistente e l’abbiamo ampliata, andando a campionare sostanzialmente tutti i prodotti o le serie di riferimento della nostra produzione.

Quali sono, dal punto di vista tecnico, i principali vantaggi che l'EPD offre ai progettisti e alle stazioni appaltanti che scelgono i vostri prodotti?

Parlando di composizione del materiale si va inevitabilmente a parlare di materie prime, della loro origine e quindi di riciclato. L’EPD comprende questo dato – uno dei tanti che contiene – e già di base, quando c’è una necessità di avere un dato utile ai fini CAM, il documento ha la sua validità.

Quel qualcosa in più che può dare l’EPD è lo studio del ciclo di vita: permette di vedere in maniera trasparente quali sono gli impatti che la produzione, ma anche la messa in opera e lo smaltimento del prodotto, possono comportare a livello ambientale.

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Torniamo a parlare di Criteri Ambientali Minimi (CAM): quanto questo aspetto incide sulle vostre attività di ricerca e sviluppo?

Oggi di base applichiamo, su tutta la linea produttiva, il 5% di materiale richiesto dai CAM, ottenuto da inerti tradizionali. Abbiamo poi la linea RiMADE, dedicata ad aggregati di riciclo non convenzionali quali plastica, vetro e cotto rimacinato, che possono portare qualcosa di più rispetto alla soluzione tradizionale.

Il nostro obiettivo a livello di ricerca e sviluppo è, infatti, quello di dare valore ai materiali di riciclo che utilizziamo, grazie ai quali possiamo conferire proprietà tecniche ed estetiche inedite ai nostri manufatti.

Quindi la “circolarità” conta molto nel vostro approccio progettuale e produttivo.

La circolarità conta moltissimo. Abbiamo la fortuna di avere un prodotto che a fine vita è riciclabile al 100%: si tratta di elementi che, una volta rimacinati, possono essere reimpiegati come materia prima seconda nella produzione di altri manufatti, oppure utilizzati per la realizzazione di sottofondi stradali. Diventa un rimacinato a tutti gli effetti, senza nessuna componente pericolosa che lo renda inadatto al riciclo.

Guardando al futuro dell'urbanistica sostenibile, quale ritieni sarà il ruolo delle pavimentazioni drenanti nel contrastare il problema della gestione delle acque meteoriche?

Per quanto riguarda la gestione delle acque, le pavimentazioni permeabili, siano esse filtranti o drenanti, hanno e avranno sempre più un ruolo fondamentale sia nella riqualificazione di spazi urbani preesistenti che nelle nuove realizzazioni.

Spesso preferisco soffermarmi proprio sui progetti di riqualificazione: nei prossimi anni vedremo infatti una crescita della ristrutturazione piuttosto che delle nuove costruzioni. Abbiamo tante infrastrutture, strade e immobili datati: c’è molto margine di miglioramento.

Infine, quale messaggio vorresti dare ai professionisti che ancora non conoscono a fondo il vostro impegno in tema di sostenibilità?

Il messaggio è semplice: contattateci. Il confronto personale, diretto, rimane sempre il modo migliore per condividere idee e concetti, e per sviluppare nuove collaborazioni. Quando parliamo di progetti, soprattutto di quelli più importanti, facciamo sempre di tutto per poter parlare direttamente con il progettista.

Se non è possibile di persona, almeno in videochiamata. In un’epoca sempre più digitale, per la nostra azienda, il contatto umano è ancora ciò che fa davvero la differenza.